Greenwashing: cosa prevede la nuova Direttiva europea per gli imballaggi

Negli ultimi anni, la sostenibilità è diventata un elemento centrale nelle strategie aziendali e di marketing. Tuttavia, accanto a iniziative concrete per ridurre l’impatto ambientale, si è diffusa la pratica del greenwashing, ovvero la tendenza a presentare prodotti o servizi come ecologici senza una reale base scientifica o con affermazioni ingannevoli.

 

Greenwashing: cosa prevede la nuova Direttiva europea per gli imballaggi. Per contrastare questa pratica, l’Unione Europea ha introdotto la Direttiva UE 2024/825, nota come Direttiva Greenwashing, che stabilisce criteri più severi per la comunicazione ambientale, imponendo obblighi stringenti alle aziende e garantendo una maggiore tutela ai consumatori. Inoltre, è in discussione la Direttiva Green Claims, che approfondisce ulteriormente le normative sulle dichiarazioni ambientali.

Ma come cambieranno le regole per gli imballaggi? Quali saranno gli impatti sul mercato e sulle pratiche aziendali? In questo articolo analizziamo nel dettaglio le nuove disposizioni e il loro impatto sulle imprese del settore del packaging.

 

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Il Greenwashing e l’intervento dell’Unione Europea

L’UE ha deciso di intervenire con una proposta legislativa dopo aver svolto un’analisi su centinaia di siti aziendali, scoprendo che:

  • Nel 42% dei casi le affermazioni ecologiche erano esagerate o false.
  • Nel 37% dei casi i claim erano vaghi o generici, senza dettagli chiari.
  • Nel 59% dei casi non venivano forniti dati facilmente accessibili a sostegno delle dichiarazioni.

A partire da questi risultati, l’UE ha basato la nuova strategia normativa su due pilastri:

  1. Individuazione delle pratiche illecite nel campo della comunicazione ambientale
  2. Nuovi obblighi e responsabilità per le aziende che diffondono dichiarazioni sulla sostenibilità

Questa strategia ha portato all’approvazione della Direttiva Greenwashing e all’attuale discussione sulla Direttiva Green Claims, che definirà in modo ancora più specifico gli standard per le dichiarazioni ambientali.

 

Cosa prevede la Direttiva Greenwashing per gli imballaggi?

La Direttiva Greenwashing introduce criteri chiari per evitare che le aziende possano ingannare i consumatori attraverso messaggi vaghi o privi di fondamento sulla sostenibilità.

1. Stop alle dichiarazioni ambientali generiche e ingannevoli

Da oggi, termini come “eco-friendly”, “sostenibile”, “biodegradabile” o “amico dell’ambiente” potranno essere utilizzati solo se supportati da dati scientifici verificabili. Le aziende dovranno dimostrare concretamente l’impatto ambientale positivo dei loro prodotti, fornendo prove dettagliate e accessibili al pubblico.

 

2. Maggiore trasparenza sulle etichette degli imballaggi

La Direttiva prevede l’introduzione di un sistema di etichettatura uniforme in tutta l’UE che garantirà ai consumatori informazioni precise sulla composizione, riciclabilità e sostenibilità degli imballaggi.

  • Le etichette dovranno riportare informazioni dettagliate sul materiale utilizzato, sulla sua provenienza e sulle modalità di smaltimento.
  • Saranno vietati i marchi di sostenibilità inaffidabili o non verificabili da enti terzi riconosciuti.
  • Non sarà più possibile dichiarare che un prodotto è 100% riciclabile se il processo di riciclo è tecnicamente complesso o inefficace.

 

3. Divieto di attribuire vantaggi ambientali a requisiti di legge

Un altro punto cruciale riguarda il divieto di presentare obblighi di legge come fossero caratteristiche distintive del prodotto. Per esempio, un’azienda non potrà più scrivere “Imballaggio privo di sostanze tossiche” se questa caratteristica è già un requisito legale per tutti gli imballaggi.

 

Le pratiche di Greenwashing ora considerate sempre illecite

Oltre a stabilire nuovi obblighi per le aziende, la Direttiva Greenwashing definisce anche una serie di pratiche commerciali ritenute sleali e sempre illecite. Tra queste troviamo:

  • Uso di marchi di sostenibilità privi di verifiche ufficiali
  • Dichiarazioni ambientali generiche senza dati a supporto
  • Attribuzione di qualità ambientali a un prodotto nel complesso, quando riguardano solo un aspetto
  • Falsa comunicazione sulla durabilità o riparabilità di un imballaggio
  • Indurre il consumatore a credere che un prodotto sia più ecologico di quanto non sia in realtà

Un aspetto interessante della Direttiva è che non si limita alla fase di smaltimento, ma analizza l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla produzione allo smaltimento, passando per il trasporto e il consumo.

 

Impatto della Direttiva Greenwashing sulle aziende del settore packaging

La nuova normativa avrà un impatto significativo sulle aziende del settore del packaging, che dovranno adeguarsi a criteri più stringenti in termini di trasparenza, materiali e comunicazione ambientale.

 

1. Necessità di materiali realmente sostenibili

Le aziende dovranno investire in imballaggi realmente eco-friendly, con materiali effettivamente riciclabili e processi produttivi a basso impatto.

 

2. Controllo più rigoroso sulle dichiarazioni ambientali

Ogni claim ambientale dovrà essere documentato, verificabile e certificato da enti indipendenti, eliminando il rischio di dichiarazioni vaghe o fuorvianti.

 

3. Nuove sanzioni per chi non si adegua

Gli Stati membri dell’UE dovranno recepire la Direttiva entro il 27 marzo 2026, con l’entrata in vigore definitiva delle regole fissata per il 27 settembre 2026. Tuttavia, le imprese non sono al sicuro fino ad allora: le attuali normative sulla pubblicità ingannevole già consentono di sanzionare chi utilizza dichiarazioni ambientali fuorvianti.

 

Verso un futuro di imballaggi più trasparenti e sostenibili

La nuova Direttiva Greenwashing segna un punto di svolta nella regolamentazione delle dichiarazioni ambientali sugli imballaggi, imponendo maggiore trasparenza, verificabilità e responsabilità alle aziende.

Per il settore del packaging, questo rappresenta una sfida ma anche un’opportunità: le imprese che adotteranno per prime soluzioni realmente sostenibili e certificate potranno differenziarsi sul mercato, costruendo una reputazione solida e affidabile.

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